Massa Marittima – Lago dell’Accesa – Gavorrano – Caldana

(mezzo di trasporto consigliato : auto – 24 Km)

Partendo da Massa M.ma, ci immettiamo sulla strada del Cimitero e continuando, la strada comincia a scendere, stiamo lasciando il poggio e ci dirigiamo verso l’agglomerato di case della miniera di Fenice Capanne, qui fino a pochi anni fa si estraeva la pirite; siamo in un vallone circondato da alberi da alto fusto e macchia mediterranea, non è raro incontrare sulla strada istrici, cinghiali o scoiattoli. Continuando per questa strada arriviamo ad un bivio, giriamo a sinistra e fatte poche centinaia di metri ecco le case de La Pesta, dietro le costruzioni, il Lago dell’Accesa, un piccolo specchio d’acqua, molto profondo, le cui sorgenti sono sotterranee, sulle sue rive notevoli ritrovamenti archeologici e nel bosco vicino un vero e proprio insediamento minerario etrusco; riprendiamo la strada ed al bivio giriamo sulla destra direzione Gavorrano ma, percorsi appena 300 metri, lasciamo questa strada per andare a scoprire il Castello della Pietra. Questa costruzione sorgeva in una zona impervia e fu teatro della morte di Pia dei Tolomei (Dante – Canto V del Purgatorio "Siena mi fe’, disfecemi Maremma") moglie in seconde nozze del Conte Paganello Inghiramo dei Pannocchieschi detto "Nello" podestà e padrone, nel XIII secolo, di Gavorrano. Lasciamo questo luogo storico ed arriviamo a Gavorrano, importante centro minerario fino agli anni ‘80, sono ancora visibili le strutture dei pozzi che si delineano sulle pendici del Monte Calvo, chiamato anticamente "Caput Boreanum". Il paese fu conteso fra Massetani e Senesi finché nel 1335 Massa cadde sotto la Repubblica Senese, e Gavorrano ne seguì le sorti; del suo castello sono ancora oggi riconoscibili le mura e le torri ed al loro interno molti edifici medioevali di valore, come la Chiesa Parrocchiale. Da Gavorrano una strada tutta curve ci porta alla frazione di Caldana ("Aquae calidae" ricorda Plinio di questo luogo) in questo borgo del X secolo alcune testimonianze storiche, come la Chiesa di S. Biagio, raro esempio di Rinascimento in Maremma, ed il Convento degli Agostiniani; ma Caldana è famosa, anche per le sue cantine collegate tra loro da passaggi sotterranei che si snodano nel sottosuolo del paese e nel mese di ottobre una sagra le riapre al pubblico.