Monterotondo Marittimo – Gerfalco – Montieri

(mezzo di trasporto consigliato : auto o bicicletta – 24 Km)

Dal centro ci dirigiamo in direzione della strada 439 e percorsi appena 3 Km ci immettiamo, sulla destra, su questa, costeggiando la Riserva Naturale di Fosini ed il Monte S. Croce, dopo circa 6 Km al bivio giriamo sulla sinistra percorrendo la strada che corre sul crinale della valle del Fiume Ritorto, percorsi circa 6 Km al bivio giriamo in direzione Gerfalco. Il paese ci si staglia davanti dopo una curva, ha un’urbanistica medioevale intatta, sorge sulle pendici del Monte Cornate e apparteneva, come gran parte dei borghi della zona alla Famiglia Pannocchieschi, e come gli altri nel 1335 cadde sotto l’egemonia senese; il paese è famoso per le sue cave di marmo utilizzato nell’antichità per decorare molti edifici sacri toscani, fra cui la facciata del Duomo di Siena. Alla base della chiesa una strada sterrata ci porta alle pendici delle Cornate, lungo il percorso incontriamo castagni secolari, torrenti, vecchi poderi abbandonati e allevamenti di ovini e suini, tra tutti la famosa razza della "Cinta Senese" dalla quale si ottiene un prosciutto paragonabile, come sapore, a quello di cinghiale. Torniamo indietro e lasciamo la frazione di Gerfalco per arrivare al capoluogo, Montieri. Il suo nome deriva da "Mons Aeris" (Monte del bronzo) in riferimento ai ricchi giacimenti della zona che furono sfruttati anche dagli Etruschi come testimoniano i numerosi cunicoli dei dintorni tra tutti la cosiddetta "Buca delle Fate". Attualmente Montieri è una tranquilla località di villeggiatura, circondata dal verde dei boschi e dai suoi due parchi naturali di "Campo al pera" e "Piano"; nella piazza del paese si trovano due fontane monumentali costruite nel 1236, la "Fontana di Sopra" e la "Fontana di Sotto". Passeggiando tra le vie del borgo incontriamo Casa Narducci e Casa Biageschi tipiche case-torri del XII secolo e il Cassero che sorge sulla cima del paese; appena fuori dall’abitato si raggiunge la Chiesa di S. Giacomo, eretta nel XI secolo e dedicata al Beato Giacomo Papocchi, che viveva segregato in una piccola cella attigua alla chiesa. Se prendete per Via Ruga, caratteristica per le sue scalette, arrivate al nucleo più antico del castello e presso la piazza della chiesa esiste ancora l’edificio della Fonderia Comunale, risalente al XI secolo.