FOLLONICA
i suoi monumenti

Accessi dal 25 aprile 2001

Interno Regie Imperiali Fonderie Leopoldine

Cancello ex Ilva.

E' il portale artistico che dava accesso alla città fabbrica progettato dall'Ing. Alessandro Manetti e dall'architetto Carlo Reishammer; è un esempio di manifattura in stile neoclassico e doveva rappresentare un esempio- campionario delle capacità delle Fonderia. Sulla sommità dell'opera appare ben evidente la fiaccola , motivo ornamentale simbolico per il riferimento alla lavorazione siderurgica; al di sotto di esso campeggia lo stemma con la croce sabauda ornato ai lati da due delfini. Impreziosiscono il portale due cornucopie (motivo classico e simbolo di abbondanza) e qua e là festoni di frutta neoclassici. La struttura del portale è formata da colonne pseudocorinzie con motivo di foglie di acanto.

Casotti di Guardia
Ai due lati del cancello artistico che consentiva l'accesso all'interno del muro perimetrale sono posizionati due piccoli ambienti detti "casotti" in cui da novembre a giugno un picchetto della guardia di finanza si occupava dei controlli.

Palazzina del Direttore
Palazzina di stile neoclassico, semplice e lineare per la funzione che doveva assolvere e cioè alloggio per gli impiegati, costruita dietro uno dei casotti di guardia tra il 1822 ed il 1832. L'edificio, che aveva anche un orto adiacente, venne utilizzato prevalentemente come abitazione sino al 1852 quando vi fu spostata la direzione dello stabilimento e lì rimase fino al 1960, data della chiusura definitiva.

Palazzo Granducale
Bella costruzione a tre piani sorta nel 1845 con il fine di ospitare Leopoldo II durante le sue frequenti gite a Follonica. All'ultimo piano si trovavano l'ufficio e l'abitazione dell'ispettore forestale. Attualmente il Palazzo, che conserva al suo interno stucchi e soffitti affrescati a tempera con motivi a grottesche, è la sede del Corpo Forestale dello Stato.

Scuola Media
La struttura del secolo scorso ospita oggi le scuole medie. In questo luogo, a metà del Seicento si trovavano l'osteria, la macelleria e la dispensa. L'edificio, ristrutturato nella prima metà dell'Ottocento fu adibito in parte a scuderie ed in parte a laboratorio dei modellisti e rimase in uso fino alla chiusura dello stabilimento.

Biblioteca Comunale

L'attuale edificio che risale alla prima metà dell'Ottocento ospitava in origine l'officina meccanica dove lavorarono sino al 1960 i tornitori; alla chiusura dello stabilimento il piano superiore venne utilizzato come sede del liceo scientifico e del I.P.S.I.A e al piano terreno nel 1974 si è insediata la biblioteca comunale che dal 1982 occupa l'edificio totalmente.

Palazzina del Medico
La semplice costruzione a due piani risalente al 1838 era utilizzata dal medico dello stabilimento con due camere per il ricovero e di una farmacia ; vi era inoltre situata la scuola di disegno, mentre al piano superiore c'erano gli alloggi del medico e degli insegnanti.

Fonderia N°1
L'imponente edificio che si affaccia sulla Via Massetana inizialmente utilizzato come magazzino fu, nel 1918, trasformato in fonderia.

Fonderia N°2
Facevano parte di questa struttura vari ambienti di cui il primo ad essere costruito fu il forno San Leopoldo (1835) azionato dall'acqua delle gore. La fonderia artistica venne ultimata nel 1837. Il forno di Maria Antonia, conservato parzialmente, entrò in funzione nel 1841.

Forni delle Ringrane
Edificio della prima metà dell'ottocento era composto da 14 forni che servivano ad abbrustolire il ferro grezzo.

Forno San Ferdinando
Risulta da documenti del tempo che nel Quattrocento vi sorgesse un mulino da grano. Nel 1546 vi fu edificata una ferriera che utilizzava l'acqua raccolta in un grande bottaccio; nell'ottocento nel complesso venne costruito un piccolo forno di forma quadrata. Il piccolo forno quadrato venne ben presto sostituito da un forno tondo azionato a vento caldo, con consumi di combustibile più contenuti e produzione migliore, tanto che rimase in funzione fino quasi alla fine dell'Ottocento.

Il Bottaccio
Un grande serbatoio che serviva ad immagazzinare l'acqua utilizzata dalla ferriera.

Torre dell’Orologio

In origine dove ora è situata la torretta dell’orologio si trovava una piccola cappella che nel settecento fu sostituita da un oratorio e dopo non molto a fianco di questo sorse un appartamento che divenne la sede della direzione dei forni. La torre con orologio risale agli anni Trenta del secolo scorso, si trovavano lì anche due campane di bronzo artistiche, fuse a Pistoia da Terzo Rafanelli. Dopo la costruzione del Palazzo Granducale la palazzina della torre venne suddivisa in appartamenti per i dipendenti delle Fonderie.

Fuori le mura

Chiesa di San Leopoldo (Via Roma)

Nel 1836 venne posata la prima pietra di questa chiesa, resasi ormai necessaria ad un insediamento crescente come Follonica; costruita sulla base del progetto dell'Arch. Alessandro Manetti e del genero Carlo Reishammer e commissionata dal Granduca Leopoldo II. I lavori che durarono due anni (la costruzione venne consacrata nel 1838) videro l'impiego di un materiale piuttosto insolito come la ghisa per la maggior parte delle decorazioni tanto da rappresentare il punto più alto raggiunto dalla produzione artistica della locale fonderia.
Da molti definito l'edificio più interessante della cittadina, la Chiesa di S.Leopoldo è un edificio di stampo neoclassico a croce latina e presenta un bellissimo pronao la cui peculiarità, l'uso della ghisa, ha fatto sì che la struttura si sia guadagnata il soprannome di "chiesa della ghisa". Di ghisa sono le coppie di tre colonne che sorreggono una trabeazione riccamente decorata e la balaustra a traforo che delimita l'area del pronao. L'arco centrale è sottolineato da una cornice in ghisa elegantemente decorata con acroterii a palmette all'esterno e con una fascia traforata con cherubini all'interno. Ai lati dell'arco vi sono due fregi in ghisa modellati nel 1841 dallo scultore Lorenzo Nencini con raffigurazioni di San Leopoldo che distribuisce i beni ai poveri: sulla sinistra vi è la consegna dei pani e sulla destra la consegna delle vesti (entrambi gli episodi sono stati scelti con l'intento di celebrare l'illuminata opera di bonifica promossa dal Granduca in Maremma).
L'interno, a navata unica con copertura a capanna e volta a crociera, presenta ancora una volta l'impiego della ghisa come materiale per gli arredi sacri: la base del pulpito, la balaustra del presbiterio, i sostegni delle mense, le colonne che sottolineano l'abside e gli splendidi candelabri ai lati dell'altare maggiore.
Nel transetto destro troviamo il monumento funerario di Raffaele Sivieri, primo direttore dell'Amministrazione delle Miniere del Ferro, costituito da un busto in marmo firmato da Leopoldo Arcangeli (1839) e da una lapide inserita dentro una cornice centinata in ghisa.
All'interno dell'arco aperto al centro dell'altare maggiore è inserito il tabernacolo in marmo eseguito da Lorenzo Nencini nel 1841; il ciborio, sorretto da due angioletti posti, secondo un'originale invenzione, di spalle, presenta un'edicola di forma ottagonale, finemente scolpita con motivi neoquattrocenteschi (foglie di acanto) ed è sormontato dalla colomba dello Spirito Santo.
A sinistra dell'altare maggiore si trova una cappella e all'interno di una nicchia in stucco lucido perlato vi è il fonte battesimale col piedistallo in ghisa , la vasca in bardiglio e la pregevole statua in marmo bianco di San Giovanni Battista scolpita anch'essa dal Nencini con una tenera attenzione di timbro purista. Sull'altare della cappella la "Madonna Ilvania" ipoteticamente riferibile a Leopoldo Arcangeli.
Nel braccio sinistro del transetto si trova un grazioso dipinto ottocentesco ritraente la Vergine ed il Bambino, popolarmente denominata "Madonna del Soccorso".

Ex Casello Idraulico (Via Roma)
Recentemente restaurata la palazzina a due piani con corte privata ed elegante torretta, terrazza sovrastante e copertura a tetto , fu costruita per ordine del Granduca nel 1840 con il preciso intento di farne "la casa del servizio idraulico "; lo stabile divenne infatti il centro direttivo della bonifica delle basse valli del Pecora e del Cornia.

Piazza del Popolo (ex Piazza della Dogana)

La Casa Gobba
Faceva parte del più antico nucleo abitativo di Follonica, nella seconda metà del 1700 era adibita a Casotto del Deputato di Sanità; la sua disposizione, storta nei confronti di tutti gli altri edifici, ha una ragione architettonica, doveva essere l'inizio di un largo viale che, dal mare, arrivava direttamente davanti al Cancello Monumentale delle Regie Imperiali Fonderie; la storia e l'urbanistica della città ebbero invece un'altra disposizione; la casa è rimasta pertanto disallineata dalla nuova disposizione delle vie ed edifici, da qui il nome Casa Gobba.

Pinacoteca A. Modigliani e Magazzini cinquecenteschi
Sono due edifici attigui ma di epoche diverse, quelli di fronte al lungomare erano i cinquecenteschi magazzini che negli ultimi anni '50 furono adibiti a pesa pubblica; l’edificio in Piazza del Popolo invece fu inaugurato il 15 agosto del 1926 dall'allora Sindaco Tullio Gaggioli e denominato "Casa Italia" ed era sede dell'allora Casa del Fascio, le Corporazioni, i Combattenti ed il Dopolavoro con un attivo teatro.
Negli anni ’70 fu sede dell’Istituto Professionale di Stato e tra gli anni ’80 e il ’95 è stata sede di uffici pubblici; l’edificio ora è sede della Civica Pinacoteca Comunale A. Modigliani, museo che ospita circa 150 quadri di artisti contemporanei (Giuggioli, Bastianelli, Raddi, Pericci, Sabatelli, Cicalini ecc.)

La Dogana
Progettata da Alessandro Manetti , costruita nel 1826, venne ben presto assegnata alle guardie di finanza ed ai doganieri che erano nella Casa Gobba.

Monumento ai Caduti (Piazza V. Veneto)
Nel 1925 venne posto in Piazza Vittorio Veneto il complesso marmoreo a ricordo dei caduti della grande guerra (I° Guerra Mondiale), opera dello scultore Pietra Santino Giacomo Zilocchi, sotto la direzione dei lavori dell'Ing. grossetano Porciatti. Il monumento in marmo bianco è composto da due monoliti e un libro scolpito in marmo bianco opera di Piergiorgio Balocchi (docente di scultura all'accademia di Carrara), l'opera è circondata da pilastrini in ghisa.

Terrazza a mare (Viale Italia)
I giardinetti di fronte al mare ospitano il busto marmoreo del patriota maremmano Ettore Socci, la zona assunse la conformazione odierna negli anni '30.

Villa Benedetti (Via C. Battisti)
Interessante villa novecentesca in stile liberty, nei pressi della Chiesa, in muratura ordinaria, intonacata con porticato d'ingresso, torretta e finestre a trifora. Interessante è il cornicione sottotetto di ispirazione classica con lesene e metope raffiguranti immagini floreali. Il porticato d'ingresso con tre archi a tutto sesto sostenuto da pilastri con capitelli pseudocorinzi e balaustra riccamente lavorata a motivi floreali.

Villa S.Anna (Viale Italia)
Risalente agli anni 1920-'30; ornata da un'elegante torretta ottagonale l'entrata è sottolineata da un pronao d'ingresso con sovrastante balaustra e colonne con capitello composito.

Villa Jole Monciatti (Via Bicocchi)
Villa in stile neoclassico con austeri prospetti in mattoni a faccia vista con bifore di sapore neogotico e decorazioni liberty in ghisa nella balaustra del terrazzino sopra il portone d'ingresso.

Baracche sul mare
Le baracche e le villette liberty del Lungomare vennero costruite tra gli anni '20 e '30 per rilanciare l'economia di Follonica puntando anche allora sul turismo. Da un brano dell'Archivio Comunale di Follonica risalente al 21 Ottobre del 1923 è evidente il desiderio di basare l'economia del paese su un settore come il turismo, attuale ancora oggi, "E' certamente un antico desiderio di questa popolazione di poter avere il controllo della spiaggia dalla quale si ha ragione di ottenere notevole sviluppo di movimento di bagnanti se essa sarà tenuta nelle condizioni necessarie per rendere il soggiorno piacevole e igienico"; alle baracche in legno si sostituirono edifici in muratura e villini tanto che , ancora in un documento del tempo si legge, "la particolare caratteristica della spiaggia è che sulla medesima e per tutta la sua lunghezza sorgono baracche e villini di proprietà privata che durante la stagione vengono occupati dai proprietari o ceduti in affitto" e osservando molte di queste costruzioni si ha l'impressione che il tempo non sia trascorso.

Il Portale del Mistero (Piazza a Mare)
Sul limite dello spigolo sud della Piazza a Mare è situata dal 1999 una scultura realizzata dall'artista Riccardo Grazzi; il monumento in marmo bianco di Carrara rappresenta una porta che si apre verso il mare, luogo immenso e carico di mistero, da qui dunque il titolo "Portale del Mistero".
L'artista, proveniente da una famiglia di scalpellini, ama lavorare il marmo e soprattutto il travertino , pietra da lui considerata più istintiva , minimale e primitiva. I suoi monumenti, in genere, ricordano gli antichi altari pagani, le steli, gli archi e le trabeazioni dei templi. La sua scultura sembra riportarci indietro ad una visione mitica e mistica ricercando un contatto con il divino e con il sacro; nascono così le sue porte socchiuse o spalancate contro il cielo (stargate) che immettono in un mondo sconosciuto e carico di mistero (visione fantascientifica ed oscura) al quale si accede per una rampa di quattro scalini, varcando poi un bianco portale con arco a tutto sesto.

Allegoria del Mare (Piazza del Popolo)
Tra le ultime opere , in ordine cronologico, commissionate a Ivan Theimer, quest'opera risale al 1998.
Ivan Theimer, pittore e scultore nato a Olomouc (Moravia), nel 1944, studia nel suo paese nel '65 partecipa per la prima volta a un'esposizione collettiva; nel '68 prosegue i suoi studi in Francia all'Académie des Beaux-Arts e nel '69 vince il Prix I.A.T. che gli riconosce un indiscusso successo.
Oggi Theimer vive a Parigi ma soggiorna frequentemente a Pietrasanta dove si trova la maggior parte degli artigiani con cui lavora. Sue opere sono esposte in Francia, Germania ed Italia.
Le opere di questo artista si riallacciano ai valori tradizionali , all'antica tecnica del bronzetto, del pezzo unico e del ritratto, e questo potrebbe far sì che le opere vengano lette come riproduzioni di capolavori che un tempo furono audaci innovazioni. Cerca di ricreare un continuum tra simbologia e mito, simboli della classicità con innumerevoli riferimenti al passato.
Conchiglie e grappoli d'uva hanno un significato augurale.

Sculture in marmo nelle aiuole
Le sculture che ornano le rotonde di Follonica sono il frutto del lavoro di artisti internazionali venuti nella nostra cittadina in occasione di un simposio di scultura; Hwang Seung Woo (Corea), Mario Tapia (Ecuador), Giuliano Orlandi (scultura mani), Alessandro Canu, Simone Zenaglia, Francesco Mazzotta, e Luca Marovino (torre).

Castello di Valli

Gli imponenti ruderi del castello, in pietra squadrata a filaretto, si trovano sulla cima della collina e rappresentano uno dei pochi esempi di insediamento del XI secolo rimasti di questo territorio. Tutt'oggi sono visibili i resti della cinta muraria con notevoli rimaneggiamenti causati dal successivo uso agricolo. All'angolo nord , si trovano gli imponenti ruderi di un'alta torre di avvistamento.
Il casello è attestato per la prima volta in un atto dell'884; all'inizio della sua storia è possedimento della diocesi di Lucca, entra poi a far parte dei possedimenti dell'Abbazia di Sestinga che aveva la sua sede a Vetulonia; dopo essere passato sotto il dominio degli Aldobrandeschi, nelle mani dei pisani, alla fine del XIV secolo il castello ed i suoi territori vengono annessi alla Signoria degli Appiani di Piombino.

La Pievaccia

La torre in filaretto di pietra, che rivela la natura di pieve fortificata dell'edificio, si erge isolata in vetta alla collina di Poggio Chiecco; i ruderi risalgono al XIII secolo e presentano un ambiente voltato a botte al piano terreno, l'area adibita al culto, nella quale si aprono due porte ad arco tondo con conci in pietra squadrata . Sul lato nord orientale, dove probabilmente si trovava l'abside, si apre una piccola finestra con forte strombatura rivolta verso l'interno. Al livello superiore si è conservato parzialmente un altro piano con resti di due finestre ad architrave.
Questa località sembra dover essere identificata con l'antico insediamento di Vitiliano, pieve attestata sin dal 1217, anche se abbiamo notizie di una frequentazione esistente fin dal VII secolo (insediamento chiamato "Pastorale"); la Pieve, che all'inizio si trovava nei possedimenti dell'Abbazia di Sestinga rimase in uso di pertinenza della Diocesi di Massa Marittima fino al XIII secolo.

Pro Loco Follonica® 2001 - Ricerche a cura Elisa Cabras